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Quando in un procedimento giudiziale in materia di famiglia la casa familiare viene assegnata, in presenza di validi presupposti alla moglie con figli minorenni, ha effetto anche nei confronti dei proprietari (esempio: genitori del marito) che avevano concesso l’immobile in comodato al coniuge non assegnatario (cioè il figlio-marito). Pertanto, anche nel caso in cui la casa coniugale sia posseduta a titolo diverso dalla proprietà (ad esempio comodato) da parte del coniuge non assegnatario (marito), se sono osservate le condizioni e se nell’immobile, prima della separazione o del divorzio, era stabilita la residenza familiare, l’assegnazione a favore della moglie è opponibile sia ai proprietari sia ai terzi.

Il Giudice di appello, in sede di divorzio, dopo aver correttamente richiamati i principi affermati dalla Corte di Cassazione in ordine al diritto del coniuge separato, assegnatario della casa familiare, di continuare a godere dell’immobile in conformità alla destinazione d’uso abitativo e centro di interessi della famiglia prevista nel contratto di comodato, quanto all’assetto degli interessi familiari determinati a seguito della sentenza che ha pronunciato la cessazione degli effetti civili, ha poi affermato la persistenza del diritto al godimento dell’immobile, in quanto: a) la sentenza di divorzio non aveva travolto il titolo in forza del quale la moglie utilizzava l’immobile, avendo ribadito che la figlia minore dovesse convivere con la madre, pur in affidamento congiunto ad entrambi i genitori; b) non era venuto meno il presupposto della convivenza ed il titolo che legittimava al godimento era da rinvenire del contratto di comodato “nel quale ella, per acta concludentia e per espressa determinazione del giudice della separazione, è subentrata al marito”.

Per cui il proprietario comodante può ottenere il rilascio dell’immobile solo ove provi una finalità diversa dalla destinazione ad esigenze familiari del comodatario, cosa che nel caso di specie non si è verificata.

Cass. civ. sez. VI – 3, 12 febbraio 2018, n. 3302