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Quando un uomo ha un figlio da una donna con cui non è sposato, egli ha comunque dei diritti e dei doveri nei confronti del nascituro. Infatti nel rapporto tra genitori e figli si applicano le regole della “filiazione”, le quali non sono differenti, per ciò che concerne diritti e doveri dei genitori nei confronti dei figli, da quelle valevoli per le coppie sposate. Il primo diritto che un padre può far valere è quello di riconoscere il proprio figlio. Il riconoscimento è l’atto con cui il padre o la madre dichiarano di essere tali per il nascituro ed in questo modo si forma appunto il rapporto di “filiazione” (per approfondire vedere artt. 231 e successivi codice civile).

La madre non può negare al padre naturale di riconoscere il proprio figlio (salvo in casi particolari gravi attraverso l’opposizione al riconoscimento paterno); il padre così potrà trasferire il proprio cognome al figlio; il padre può non riconoscere il proprio figlio, tuttavia potenzialmente rimangono in capo al primo i doveri di assistenza morale e materiale a favore del figlio in quanto il padre contestualmente può diventare soggetto passivo di una possibile azione legale volta al riconoscimento di paternità con relativo esame del DNA per confermare il rapporto di filiazione. In sintesi si potrebbe dire che ogni padre ha non solo il diritto, ma anche il dovere di riconoscere il proprio figlio.

In altre parole se il padre si rifiuta di riconoscere il figlio, la madre dovrà attivare in tribunale la procedura di accertamento della paternità naturale, al fine di ottenere una dichiarazione giudiziale di paternità. Tale azione può essere promossa in qualsiasi momento dal figlio o, se minore, dal genitore (o altro soggetto) che ha la responsabilità su di lui, e dagli eredi di questo entro 2 anni dalla sua morte. Ottenuta la sentenza che dichiara la paternità naturale, la madre potrà chiedere giudizialmente il rimborso delle spese sostenute sino ad allora per crescere il figlio. Da ciò si deduce che l’obbligo di mantenimento dei figli gravante su entrambi i genitori, sorge automaticamente sin dalla loro nascita e per il solo fatto di averli generati.

Quando il padre riconosce il figlio ha il diritto di concordare con la madre il nome del figlio ed in caso di disaccordo sarà il giudice adito a fare la scelta.
Il padre e la madre che riconoscono il figlio sono comunque titolari della c.d. “responsabilità genitoriale”, cioè devono esercitare i diritti e i doveri che la legge attribuisce loro nell’interesse dei figli, per garantirne la cura, il corretto sviluppo fisico (ad esempio quale tipo di sport sia più adatto o preferito dal figlio/a) e psicologico, l’istruzione e l’educazione sia scolastica che religiosa/filosofica e il mantenimento nel rispetto delle loro capacità, inclinazioni naturali e aspirazioni. In questo ambito assume importanza anche il mantenere rapporti significativi con i parenti di entrambe i genitori.

L’esercizio della responsabilità genitoriale, cioè le scelte relative ai figli, spetta a entrambi e deve avvenire di comune accordo. In caso di disaccordo una delle due parti può ricorrere al giudice, il quale dovrà valutare quali soluzioni, fra quelle proposte, siano più aderenti agli interessi del minore. La responsabilità genitoriale cessa quando il figlio raggiunge la maggiore età.

Anche quando la coppia di fatto con figli entra in crisi, il padre ha diritto all’affidamento condiviso, cioè avere la possibilità di concordare le decisioni più importanti relative alla crescita, educazione, istruzione e salute del figlio.
Cosa diversa è la collocazione o “collocazione prevalente” del figlio.
Il padre inoltre ha anche il dovere all’assistenza materiale nei confronti del figlio (mantenimento economico fino a quando il giovane non diventa economicamente autosufficiente) e all’assistenza morale (dovere di partecipare alle fasi più importanti della vita del figlio e alle visite periodiche).
Per ciò che concerne le visite periodiche, l’ex-compagna non può negare al padre di vedere il proprio figlio ed esercitare così il cosiddetto diritto di visita. Anche in questo caso, in mancanza di un accordo tra le parti, è il giudice che fissa tempi e modalità di visita.

 


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Ha trovato un accordo per la separazione...sinceramente non ci speravo, parcella ok

M.C. 03/01/19

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Avv.Paolo Piraccini , ottimo avvocato , e molto sensibile sul piano umano , ascolta e ti consiglia , veloce nel dare risposte e aiuta passo dopo passo nelle procedure burocratiche ..
per la mia esperienza posso dire che non lo cambierai con un altro ..