La Corte di Cassazione 6a sezione penale ( sentenza n. 5236 / 2020) ha affermato il principio di diritto per cui “non è configurabile il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio di cui all’art. 570 bis cod. pen., qualora l’agente si sia attenuto agli impegni assunti con l’ex coniuge per mezzo di un accordo transattivo, non omologato dall’autorità giudiziaria, modificativo delle statuizioni sui rapporti patrimoniali contenute in un precedente provvedimento giudiziario”. In altre parole ad esempio se l’ex marito versa una somma minore rispetto a quella fissata al tempo del divorzio, ma concordata dalle parti in un momento successivo, risultante da un accordo transattivo non omologato dall’autorità giudiziaria, si ritiene ragionevolmente che non sia presente il dolo richiesto per la norma incriminatrice, per tale motivo il fatto non costituisce reato. Nel contempo occorre rilevare che tale accordo transattivo fra le parti non omologato è da considerarsi valido solo se non contiene clausole chiaramente lesive degli interessi dei beneficiari dell’assegno di mantenimento oppure condizioni contrarie all’ordine pubblico.