+39 05471796238

Il tradimento può essere uno dei motivi per i quali può essere richiesto l’addebito della separazione. Tuttavia il tradimento costituirà motivo di addebito solamente se sia stato effettivamente la causa della fine del rapporto coniugale e non anche nel caso in cui esso sia invece la conseguenza di una crisi coniugale già in corso.
Il giudice può addebitare la separazione in caso di tradimento, quando costituisce il motivo principale di separazione, se non quello predominante in assoluto.
Molto di frequente, tuttavia, emerge in corso di causa che il tradimento sia la conseguenza di una crisi che coinvolgeva la coppia da tempo e non costituisca pertanto la causa determinante della crisi stessa ed in tal caso i Tribunali non riconoscono nel tradimento una causa di addebito della separazione, respingendo la domanda relativa.

A tal proposito, la giurisprudenza ha chiarito che, qualora il coniuge che ha subito un tradimento lo abbia anche tollerato per del tempo, non potrà poi farlo valere come motivo di addebito nell’ambito della separazione richiesta dall’altro coniuge “traditore”. Ad esempio la giurisprudenza ha ritenuto che la consapevolezza da parte del marito della persistente relazione della moglie con un altro uomo, che non gli aveva impedito di continuare a convivere con costei per oltre tre anni dividendo lo stesso tetto, escludesse la violazione del pactum fiduciae posto alla base dell’unione matrimoniale e quindi non potesse essere poi motivo di addebito della separazione richiesta successivamente dalla moglie.

La prova dell’adulterio (che comunque deve essere fornita in giudizio) non comporta l’addebito in via automatica: occorre, infatti, dare prova al giudice che vi è stato un rapporto di causa-effetto tra l’infedeltà e la separazione e cioè, in altri termini che il tradimento sia stato la vera causa della rottura tra marito e moglie.

Quando la separazione viene addebitata ad uno dei coniugi, ne derivano delle conseguenze. Due sono gli effetti dell’addebito, il primo è la perdita del diritto del coniuge a cui venga addebitata la separazione ad ottenere l’assegno di mantenimento. Questo vuol dire ad esempio che, se la separazione viene addebitata alla moglie la quale sia economicamente “debole”, la stessa non avrà diritto ad ottenere l’assegno di mantenimento per se stessa. La seconda conseguenza dell’addebito è la perdita immediata dei diritti ereditari in capo al coniuge a cui venga addebitata la separazione. Se mentre i coniugi sono separati uno di essi muoia, l’altro coniuge – che per effetto della separazione è pur sempre ancora coniuge poiché il rapporto di coniugio cessa solo con il divorzio – eredita. Nel caso in cui al coniuge superstite sia stata addebitata la separazione, egli non avrà diritto alla eredità.