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Uno dei punti cardini del matrimonio è la fedeltà che consiste non soltanto nell’impegno per ciascuno dei coniugi di non tradire il rapporto di dedizione fisica e spirituale tra gli stessi, ma anche come impegno a non tradire la fiducia reciproca.
L’obbligo di fedeltà quindi ha anche un contenuto più ampio fino a ricomprendere il dovere di ricerca e realizzazione della comunione di vita materiale e spirituale.

La giurisprudenza di merito e di legittimità in tema di tradimento è giunta all’affermazione di un principio, ormai consolidato, che l’infedeltà può essere gravida di conseguenze sul piano giuridico, solo se si dimostra “che la relazione extraconiugale è stata la causa della crisi della coppia e non la conseguenza” (v. ex multis Cass. 19/12/2012 n° 23426; Cass. 11/12/2013 n° 27730; Cass. 15/07/2014 n° 16172; Cass. 14/08/2015 n° 16859).

Sul punto si è espressa anche la Corte di Cassazione, Sez. I civile , sent. 25 maggio 2016, n.10823, la quale ha espresso una importante massima al riguardo e cioè che “spetta all’autore della violazione dell’obbligo di fedeltà la prova della mancanza del nesso eziologico tra infedeltà e crisi coniugale sotto il profilo che il suo comportamento si sia inserito in una situazione matrimoniale già compromessa e connotata da un reciproco disinteresse, ovvero in una crisi del rapporto matrimoniale già in atto“.

Il caso esaminato dalla Corte di Cassazione ha ad oggetto un procedimento di separazione giudiziale, a seguito del quale la moglie era stata condannata in primo grado a versare un assegno di mantenimento in favore del marito, oltre al mantenimento dei figli.

Nel proprio ricorso in Cassazione la moglie aveva eccepito la mancanza di prova da parte del marito del nesso di causalità tra infedeltà e crisi coniugale, ma la Corte ha avuto modo di chiarire che “spetta all’autore della violazione dell’obbligo la prova della mancanza del nesso eziologico tra infedeltà e crisi coniugale, sotto il profilo che il suo comportamento si sia inserito in una situazione matrimoniale già compromessa e connotata da un reciproco disinteresse. In una parola, in una crisi del rapporto matrimoniale già in atto (Cass., sez. I, 14 febbraio 2012, n. 2059)”.