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Il rapporto nonni e nipoti è indubbiamente importante. A volte sono come dei secondi genitori, soprattutto quando questi ultimi devono lavorare. Se il rapporto nipoti-nonni è sereno e positivo, quest’ultimi possono essere un punto di riferimento complementare a quello dei genitori. Può capitare tuttavia, che queste relazioni siano compromesse da incomprensioni con i genitori o da altre cause, tali da comprimere i diritti dei nonni di vedere i propri nipoti.

Sul punto occorre evidenziare che l’art. 317 bis Codice civile recita espressamente che “gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni. L’ascendente al quale è impedito l’esercizio di tale diritto può ricorrere al giudice del luogo di residenza abituale del minore affinché siano adottati i provvedimenti più idonei nell’esclusivo interesse del minore. Si applica l’articolo 336, secondo comma“.

Tuttavia, il diritto dei nonni a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni è condizionato sempre all’esclusivo interesse del minore. Quindi sarà la valutazione del giudice a stabilire caso per caso se il rapporto con i nonni sia utile ed in cooperazione con i genitori per l’adempimento dei loro obblighi educativi, in modo tale da contribuire alla realizzazione di un progetto educativo e formativo volto ad assicurare un sano ed equilibrato sviluppo della personalità del minore (Cass. civ., sez. VI, n.15238/2018 del 12.06.2018). In questo caso, ad esempio, è stato impedito il rapporto del nonno con i nipoti, in ragione del comportamento negativo tenuto dall’uomo nei confronti delle nipoti.

Infatti in un bilanciamento di interessi dei nonni, interessati a mantenere un rapporto stabile e dei nipoti, dal quale si cerca di garantire un sano ed equilibrato sviluppo della personalità, prevale sempre quest’ultimo.

Più in generale si può sostenere che il nuovo articolo 317-bis del codice civile è stato trattato in modo più restrittivo dalla giurisprudenza. Anche in un altro caso, riguardo ad un ricorso presentato dai nonni materni, per veder loro riconosciuto il diritto a frequentare la propria nipote, che era ostacolato dal padre della minore, il Tribunale di Venezia ha stabilito che “il diritto dei nonni, in tanto merita tutela, in quanto la mancata significativa relazione con essi, sia effettivamente, concretamente e realmente pregiudizievole per il minore ed imponga pertanto di addivenire ad una limitazione delle responsabilità dei genitori.

Il ricorso dei nonni, anche in questo secondo esempio, è stato rigettato, poiché “la loro azione in giudizio, in ultima analisi, non può che trovare origine nella piena realizzazione dell’interesse del minore a mantenere rapporti significativi con gli ascendenti tant’è che, qualora la frequentazione con gli ascendenti non risponda a detto interesse, il ricorso dei nonni va rigettato. Si tratta, pertanto, quanto ai nonni, di un diritto che soccombe senz’altro rispetto a quello del minore a condurre un’esistenza serena e a crescere in maniera sana ed equilibrata”(Decreto Trib. Venezia 7 nov. 2016).