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doveri genitori figli

Da una prima lettura della sentenza n. 17183/2020 si evidenzia come la Corte, nella sua interpretazione del sistema normativo, pone “una stretta e necessaria correlazione tra diritto-dovere all’istruzione ed all’educazione e diritto al mantenimento: sussiste  «il diritto del figlio all’interno e nei limiti del perseguimento di un progetto educativo e di un percorso formativo, “tenendo conto” delle sue capacità, inclinazioni ed aspirazioni, com’è reso palese dal collegamento inscindibile tra gli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione».

Nella disegnata quadratura, la Corte ha evidenziato poi come «la funzione educativa del mantenimento è nozione idonea a circoscrivere la portata dell’obbligo di mantenimento, sia in termini di contenuto, sia di durata, avendo riguardo al tempo occorrente e mediamente necessario per l’inserimento nella società» (Cass. n. 18076 del 20/08/2014; Cass. n. 12952 del 22/06/2016).
In altre parole, i genitori hanno sì l’obbligo di educare, istruire e mantenere i figli, ma lo specifico obbligo di mantenimento trova un preciso limite nella conclusione del percorso educativo-formativo che rende necessaria l’attivazione del figlio nella ricerca di un lavoro.

Sotto detto profilo la Corte ha chiarito che “il progetto educativo ed il percorso di formazione prescelto dal figlio, se deve essere rispettoso delle sue capacità, inclinazioni ed aspirazioni, deve tuttavia essere «compatibile con le condizioni economiche dei genitori» (Cass. n. 18076 del 20/08/2014; Cass. n. 10207 dell’11/04/2019).

In sostanza si può richiedere al genitore di assicurare al figlio il mantenimento fino alla fine del suo percorso formativo, tuttavia non si può anche pretendere di prolungarlo fino a quando il figlio non trovi un lavoro all’altezza della sua professionalità.

La Corte sottolinea il mutamento dei tempi con un richiamo al principio di auto responsabilità dei figli, i quali conseguita la capacità di lavoro, devono attivarsi per ricercare una doverosa occupazione, senza continuare a gravare sul genitore.
Sul punto la Corte rileva anche che “l’attesa o il rifiuto di occupazioni non perfettamente corrispondenti alle aspettative possono costituire, se non giustificati, indici di comportamento inerziali non incolpevoli” (Cass. n. 12952 del 22/06/2016).

Ne discende che è “esigibile l’utile attivazione del figlio nella ricerca comunque di un lavoro, al fine di assicurarsi il sostentamento autonomo, in attesa dell’auspicato reperimento di un impiego più aderente alle proprie soggettive aspirazioni”.

In conclusione per la Cass. n.17183/2020, una volta raggiunta l’età matura, il diritto al mantenimento del figlio “può” essere riconosciuto dal giudice sulla stregua delle “circostanze” del caso concreto, ma tale obbligo non sarebbe posto direttamente ed automaticamente dal legislatore.


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Serio, disponibile e professionale mi sono trovata molto bene

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Ha trovato un accordo per la separazione...sinceramente non ci speravo, parcella ok

M.C. 03/01/19

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Avv.Paolo Piraccini , ottimo avvocato , e molto sensibile sul piano umano , ascolta e ti consiglia , veloce nel dare risposte e aiuta passo dopo passo nelle procedure burocratiche ..
per la mia esperienza posso dire che non lo cambierai con un altro ..