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Premesso che è sempre consigliabile fare anche la richiesta di audizione orale contestualmente alla trasmissione delle giustificazioni scritte, la S.C. con la sent. n. 19846 del 22/09/2020 ha riconosciuto al lavoratore la facoltà, dopo aver presentato giustificazioni scritte senza formulare alcuna richiesta di audizione orale, di avere un “ripensamento” circa la maggiore efficacia difensiva della descrizione verbale degli argomenti a sua discolpa.
Già un vecchio indirizzo interpretativo (Cass. 16/01/1992 n. 467, Cass. 20/01/1998, n. 476, Cass. 06/07/1999, n. 7006. Cass. 28/11/2001 n. 15072) riteneva che fosse rimessa al lavoratore la scelta dei modi e delle forme attraverso le quali esercitare le proprie difese. Secondo tale orientamento, ove il lavoratore, pur avendo presentato giustificazioni scritte, avesse chiesto contestualmente di essere sentito anche oralmente a propria discolpa il datore di lavoro era tenuto a dare luogo a tale audizione atteso che (Cass. n. 7006/1999) la tempestiva presentazione di “giustificazioni scritte” non consuma l’esercizio del diritto di difesa del lavoratore salvo che lo scritto non contenga alcuna richiesta di audizione. Poi un successivo orientamento dava più margini di operatività al datore del lavoro sulla possibilità di irrogare la sanzione e minor diritto di difesa al lavoratore.
Orbene, nel caso di specie, che ha una storia nei fatti articolata, ha “rispolverato” ed “ampliato” il più risalente orientamento.
Il Sommo Collegio ha confermato infatti che “al lavoratore deve essere riconosciuta la possibilità di piena esplicazione del diritto di difesa e, quindi, anche la possibilità, dopo avere presentato giustificazioni scritte senza formulare alcuna richiesta di audizione orale, di maturare “un ripensamento” circa la maggiore adeguatezza difensiva della rappresentazione (anche) orale degli elementi di discolpa. Al datore di lavoro è precluso ogni sindacato, anche sotto il profilo della conformità e correttezza a buona fede, della condotta del dipendente con riferimento alla necessità o opportunità della richiesta integrazione difensiva essendo la relativa valutazione rimessa in via esclusiva al lavoratore”. Ad ogni modo tale richiesta di audizione orale deve essere comunque fatta entro i termini previsti dalla legge: infatti avendo il lavoratore, dopo la presentazione di difese scritte, formulato una successiva richiesta di audizione orale nel rispetto del termine di cinque giorni di cui all’art. 7 legge n. 300 del 1970, il datore di lavoro, prima di applicare la sanzione disciplinare, avrebbe dovuto dare corso a tale audizione.


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Serio, disponibile e professionale mi sono trovata molto bene

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Ha trovato un accordo per la separazione...sinceramente non ci speravo, parcella ok

M.C. 03/01/19

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Avv.Paolo Piraccini , ottimo avvocato , e molto sensibile sul piano umano , ascolta e ti consiglia , veloce nel dare risposte e aiuta passo dopo passo nelle procedure burocratiche ..
per la mia esperienza posso dire che non lo cambierai con un altro ..