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Separazione personale dei coniugi

 

La separazione personale dei coniugi apre una fase transitoria nel rapporto fra marito e moglie in attesa del divorzio o della riconciliazione. Per cui il provvedimento con cui il giudice autorizza i coniugi a vivere separati è temporaneo e fondato sui precisi presupposti di legge. Nella coppia separata le parti continuano ad essere marito e moglie.

La separazione personale dei coniugi può essere consensuale o giudiziale. La separazione consensuale presuppone un accordo dei coniugi (può essere seguita da un avvocato per entrambe i coniugi o da un avvocato per ogni coniuge), mentre quella giudiziale nasce da un conflitto che trova composizione solo grazie all’intervento del giudice per mezzo di una sentenza (necessità di un avvocato per coniuge).

Nel caso la coppia abbia già definito amichevolmente la maggior parte delle questioni attinenti la regolamentazione dei figli, l’abitazione familiare e le altre questioni economiche, la strada consigliata è quella di farsi seguire nella pratica di separazione da un solo avvocato che possa tutelare gli interessi entrambe le parti e dei figli minori. Questo permette alla coppia in crisi anche di risparmiare sulle spese legali.

I coniugi possono separarsi consensualmente o modificare le condizioni di separazione anche senza ricorrere al giudice attraverso la convenzione di negoziazione assistita davanti agli avvocati (anche in presenza di figli, con la necessità di un avvocato per coniuge) o attraverso l’accordo concluso dai coniugi davanti al sindaco (anche senza la consulenza di un avvocato), ma solo se non ci sono figli o se i figli maggiorenni sono capaci, non hanno handicap gravi o sono economicamente autosufficienti.

Le fasi per giungere alla separazione

1) Contattare un avvocato divorzista per farsi illustrare diritti e doveri dei coniugi in crisi e per analizzare le diverse opzioni procedurali e per sondare l’eventuale possibilità di raggiungere un accordo e una separazione consensuale.

2) Se i coniugi non hanno già trovato autonomamente un accordo su tutti i punti essenziali della separazione e quindi occorre una ulteriore fase di dialogo per il raggiungimento di una soluzione condivisa, eventuale invio della lettera di invito alla separazione fatta dall’avvocato alla controparte.

3) Raccolta dei documenti per la procedura di separazione.

  • estratto per riassunto dell’atto di matrimonio (si richiede presso lo Stato civile del Comune ove è stato celebrato il Matrimonio);
  • certificato di residenza e stato di famiglia, anche contestuale, di entrambi i coniugi (non è possibile utilizzare l’autocertificazione);
  • dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni di entrambi i coniugi;
  • copia di un documento di identità di entrambi i coniugi;
  • copia del codice fiscale di entrambi i coniugi

4) Fase di negoziazione con un singolo avvocato o un avvocato per parte e/o raccolta di fatti, documenti e prove, nel caso non si possa giungere ad un comune accordo.

5) Deposito del ricorso per separazione consensuale o giudiziale presso la Cancelleria del Tribunale competente.

Mentre la procedura di separazione consensuale ha una durata di alcuni mesi e dei costi contenuti, la separazione giudiziale ha una durata e dei costi superiori. Per questo si consiglia sempre di cercare un accordo comune fra le parti, anche per tutelare eventuali figli minori.

  • L’Avv. Paolo Piraccini fornisce assistenza stragiudiziale e giudiziale nelle procedure di separazione consensuale e giudiziale.
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  • Per maggiori informazioni telefonare al numero 0547-179.96.238